INTERVISTA AD ANTONELLA BOZZINI

anto bozziniTornando ad intervistare gli autori di Shutterstock più interessanti in questo periodo, oggi ho fatto qualche domanda ad Antonella Bozzini.
Antonella si occupa in particolare di Food, Ritratti, Architettura e Still life, ecco il suo sito.
La ringrazio molto per la simpatia e la disponibilità con cui ha risposto. Buon divertimento!

Cosa è per te la fotografia e cosa ti ha avvicinato a questa attività?
Quando ho iniziato a fotografare pensavo di fare fotogioralismo e di poter ripercorrere la vita di Bob Capa, che avevo studiato e che come spesso accade in questi casi, mi aveva letteralmente conquistata, ma manco a dirlo ho fatto altri generi di fotografia. Si, perchè il vivere di fotografia non è assolutamente in discussione!
Alla fotografia ci son arrivata un po’ per caso, guardando mio padre in camera oscura e poi frequentando amici che ci giocavano; poi sempre per caso ho scelto di studiarla seriamente e pùi mi addentravo tra i sui protagonisti pùi volevo far foto, così non ho più smesso. Si, son dipendente!

Un momento, un episodio o il percorso che ad un certo punto ti hanno fatto dire: ok, questo è ciò che voglio fare, la fotografa.
Ho frequento lo IED a milano dove ho conosciuto persone stupende che mi hanno aperto ad un mondo nuovo fatto di arte, di notizie, di emozioni, di ricerca e di fotografia.
Finita la scuola, per caso son finita nella nuova redazione di Maurizio Rebuzzini, che mi ha dato la fantastica possibilità di aver a portata di occhi e orecchie, i più grandi luminari della nostra fotografia; di lì son passati Giovanni Gastel, Berengo Gardin, Gabriele Basilico, Mario Cresci, Vallonrrat, Roberto Mutti, Maurizio Galimberti, Leo Matiz – con cui ho avuto l’onore di lavorare in camera oscura per preparare la bozza di quello che sarebbe stato il suo libro per la Federico Motta. Poi Beppe Bolchi, uno dei primi ad utilizzare la polaroid trasferita su carta d’acquerello e tantissimi altri. Ho avuto l’onore di conoscere il mito dei fotoreporter Henry Cartier Bresson.
Lì in redazione poi era un po’ come stare alla Factory, passavano tutti i creativi della fotografia e tutti i prodotti di nuova generazione che si dovevano e potevano provare, insomma un lunapark!
E’ così che, volente o nolente, la fotografia diventa per forza la mia vita lavorativa ma non solo perchè diventa il mio pensiero ed il mio tempo riempito di fotografia.
Era il 1994 e inizio a far foto di stock, dico stock apposta perchè il microstock non era neanche nei pensieri, tantomeno i guadagni, l’impegno lo stesso! Mi sono ritrovata a far reportage nel settore enogastronomico e dal 2008 ho iniziato a occuparmi di Food e still life. Così ho aperto uno studio mio, dove incastro a dovere lavoro di stock/microstock a quello commissionato.

Quando hai pensato di iniziare a collaborare con Shutterstock?
Con Shutterstock ho iniziato nell’estate del 2012 per provare. E accidenti, sono veramente un fenomeno, mi hanno dato una spinta in avanti e voglia di maggior coinvolgimento in questo settore;
Si, è merito della loro freschezza rappresentativa ed entusiasmante organizzazione se continuo a far microstock.

Che cosa pensi della fotografia di stock, quali prospettive pensi possa avere e quali opportunità ti ha dato che non avresti avuto in altro modo?
Credo che la foto di stock (micro) abbia portato una boccata d’aria fresca al mondo della fotografia che stava raggrinzendosi tra digitale e nuove frontiere (social e new media). La paura (e a volte la mancanza di informazioni o conoscenze) spesso paralizza e spaventa creando rifiuto al nuovo. Io sono per le innovazioni e per la ricerca costante di nuove prospettive e nuove applicazioni; certo faccio fatica ad aggiornarmi, son più lenta nell’apprendimento rispetto a chi è nato nel mondo digitalizzato ma ragazzi… che gran figata il mondo a portata di click! Tutto si può fare ed il microstock, le agenzie, ti permettono di lavorare ovunque su tutto quel che più ti aggrada! Niente favoritismi, solo meritocrazia. Grande!

Cosa ti piace di Shutterstock? Cosa miglioreresti?
Mi piace l’idea che hanno saputo metter a frutto. Io, come contributor, con altre agenzie so che ho venduto ma non so dove e quando. Con loro sì. Sono sempre in ogni momento connessa con il loro screen-download. Poi sono sempre pronti a suggerire e condividere i miglioramenti e le possibilità oltre al fatto che il sistema di upload è velocissimo e pragmatico!!
Miglioramenti mh?!…  maggiori compensi ahahahah !

Qualcosa che riguardi la fotografia di cui si parla proprio poco è…
Mi piacerebbe che fosse riportata e riconsiderata un lavoro serio che richiede investimenti importanti e molto tempo in aggiornamenti e studi applicati, non solo un passatempo! E come tale andrebbe ricompensata.

Che tipo di immagini realizzi?
Realizzo foto si still life, di food ed ultimamente, grazie agli aiuti-extra per l’organizzazione dei set, sto scattando anche situazioni, che definirei di lifestyle. Poi, quando organizzo dei viaggi cerco di inserirci anche momenti per gli scatti.

Se dovessi consigliare a un collega di iniziare a collaborare con Shutterstock, quali sarebbero i primi 3 suggerimenti che daresti?
I tre consigli sarebbero:
– studio, approfondito e conoscitivo delle proprie attrezzature, così da ottenere i migliori risultati nel minor tempo possibile e per conoscerne anche gli eventuali limiti.
– guardare i propri favoriti ed allenarsi a ripeterne le foto migliori, così si scoprono i propri “difetti” formativi.
– disciplina ed organizzazione con un occhio al budget.

Quali progetti hai per questo nuovo anno?
Vorrei incrementare il mio portfolio!

Un argomento/polemica/luogo comune del modo della fotografia che senti ripetere e proprio non condividi è…
Ah! la fotografia analogica era meglio!

Grazie Antonella, è stato un piacere!

Shutterstock, portfolio di Antonella Bozzini | Sito | Facebook

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